mercoledì 14 ottobre 2009

...... note e fantastia...

Do, re,mi,fa,sol,la,si,do .
Eppure non è così che dovrebbe suonare.
Do,re,mi,fa,sol,sol,sol... è il sol che stona.
Non è cosi che dovrebbe suonare cazzo. Anche se non suono il pianoforte lo so da me che dopo il fa questo sol ci sta di merda.
Non suono il piano, non l'ho mai suonato, non so da dove incominciare, ma da quando ho scoperto che in questa casa esiste un pianoforte a coda degli anni Cinquanta ho pensato che fosse questa l'occasione giusta per incominciare.
E' il sol che è stonato ?
Sol,fa,mi,re,do. Questo però suona bene. Potrebbe andare bene.
Forse non è il so che è stonato,sono tutti gli altri che stanno suonando male.
E forse ora sto suonando una melodia che solo io e solo questo pianoforte possiamo suonare,perchè forse sto suonando delle note che non esistono. Sto creando una musica che non esiste.
Forse si. Io sono bravo in questo. L'ho sempre fatto.
Sol,sol,sol...
Quando mi sento solo e apparecchio la tavola per gente che non mangerà con me,io suono una musica che non esiste.
Quando sparecchio e carico la lavapiatti di stovigle pulite, quando ho paura e imbastisco una partita a poker di cui sono l'unico giocatore,quando mi guardo allo specchio e vedo me stesso... anche e allora io suono una musica che non esiste. Perchè so che sono vivo per miracolo.
" Sasha il miracolo" mi chiamavano i medici .." Suo figlio, signora,era morto. E' incredibile che sia sopravvissuto al parto."
Me lo diceva sempre mia madre. Da allora quando respiro, suono una musica che non c'è. E la suono anche quando mi voglio spaventare accarezzandomi i polsi con il mio coltello svizzero. La suonoperchè so che non tornerò a Borgo FIorito un'altra volta.
Un'altra volta.
Sol,la,si,do...
Io riesco sempre a trovare la melodia giusta. I miei tasti suonano la musica che voglio sentire.
Oggi ho rivisto Benedetta.
Dopodichè, ho raschiato per terra,raschiato fino a sfinirmi, non conosco i tasti neri perciò non li suonerò.
Mi sono alzato, sono andato in cucina ho preso dieci bicchieri. Sol.
Dieci piatti fondi.Fa
Dieci coltelli.Mi
Dieci forchette.Re
E ho mangiato da solo.Do
Ma lei è la mia musica preferita. Per lei queste note non bastano. Per lei suono quei tasti che non conosco.
E suono quella musica da quando ho otto anni. Da quando una bambina bionda è entrata nella mia vita con una bambola squarciata a metà.
Un giorno le ho chiesto: " Perchè vuoi sempre disttruggere tutto ?"
"Voglio vedere cosa c'è dentro."
Benedetta.
Borgo Fiorito era pieno di gente che non lo popolava tutti gli altri giorni dell'anno.
" I visitatori", li chiamava Riccardo. E diceva che venivano per solidarietà. Mia madre invece li chiamava "stranieri" e diceva che venivano per "guardarci comme allo zoo".
Borgo Fiorito quella mattina splendeva di persone sane, di persone normali,di uomini adulti e delle loro figlie bionde.
Di persone che acquistavano quello che il nostro lavoro aveva prodotto quell'inverno. E oltre a tavoli,sedie,letti e piante c'erano anche delle bambole.

Benedetta non era come le altre bambine che conoscevo.
Lei era là solo per quel giorno, ma era curiosa e voleva vedere cosa c'era oltre la mia Rupe,voleva vedere cosa c'era dentro quel fantoccio di pezza e dentro quella mia vita che le sembrava così strana e lontana.
Le piaceva quello che le raccontavo. Le piaceva il mio mondo. Le piaceva il mio laccio rosso,così lo ha preso e se lo è messo nelle mutandine,là lo avrebbe custodito. Là non l'avrebbe perso.
Io e Benedetta abbiamo giocato tutto il giorno. Lei urlava, rideva mi accarezzava. Diceva che le bambine down non sanno quello che fanno. Poi mi ha chiesto di sdraiarmi vicino a lei. E di far finta di essere morti.
Mi ha detto che bastava chiudere gli occhi.
Quando sei morto non ti accorgi di niente. Di niente.
Benedetta mi stringeva la mano e io stringevo la sua. Eravamo stesi su quel prato, morti per finta. Insieme.
"Lo vedi? E' semplice." mi diceva, " è come dormire e non svegliarsi mai."
Era la prima volta che dopo tanto tempo che dormivo di nuovo con una persona.
Benedetta voleva che le dessi un bacio. Benedetta voleva che le dessi un bacio perchè era morta e non se ne sarebbe mai accorta.
Facendo finta di dormire, mi ero avvicinata a lei e l'avevo baciata.
Benedetta si era svegliata.
La sera il padre l'aveva portata via e prima di andarsene lei si era sfilata quel laccio dalle gambe e me lo aveva restituito.
Mi ricordo che quella notte non riuscivo a dormire, ma avevo fatto finta di essere morto, così come mi aveva insegnato Benedetta.
Da quel giorno ogni volta che volevo stare con Lei, correvo in cima alla mia Rupe, mi sdraiavoe facevo finta di essere morto. Dormivo e mi dicevo che anche se non me ne accorgevo lei era là con me. Non potevo accorgermene perchè dormivo, ma Benedetta era vicino a me.
Quando non volevo sentire, vedere, o soffrire io facevo finta di essere morto.
E così sono cresciuto aspettando di rivedere Benedetta.
Lei è venuta ancora per tre anni di seguito, sempre lo stesso giorno. Poi mai più.
Ma io so che quel giorno ho imparato a suonare una musica che non esiste.
Sol,fa,mi,re,do.


( capitolo tratto dal libro "Parlami d'amore" di Silvio Muccino e Carla Vangelista)

4 commenti:

  1. E' la storia di due persone,"particolari" diciamo ... fondamentalmente di due generazioni diverse...
    Le loro vite si incrociano in una situazione un tantino assurda una notte.
    Investono un cane e fanno di seguito un incidente in macchina...
    da li ... parte la storia ...=)=)=)
    non l'ho ancora finito ... ma mi piglia ...!=) bello!
    =)=)=)=)

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